Ai blog, cittadini !, Tatiana F.
Mercredi 1 février 2006, 16:32
D’ora in poi, noi altri, cittadini attivi e svegli, facciamo sapere urbi et orbi ciò che pensiamo, quale sono le nostre proposte e contro proposte, via i canali che sfuggono alle reti abituali.
Siamo in un periodo in cui, come si dice, si è persa ogni energia creatrice. Dove ci s’installa in una piatta e banale morosità. Dove si è preoccupati dell’avvenire e del passato a tal punto che non si sa più divenire! Da leggere i nostri quotidiani, da sentire i nostri maestri-pensatori, si è installata una specie di lassitudine morale. Ci si dice anche, senza temere la contraddizione, che nuovi leaders si drizzano e fanno innalzarsi la folla : è il volontarismo da un lato (“speriamo presto la rottura!…) che risponde alla desolazione persistente dall’altro “cosa sono diventati i nostri ideali? – “in cerca di leader disperatamente…”).
Volontarismo calpestante e impietosirsi sono però così sterili sia l’uno sia l’altro, ma se si crede loro, l’alternanza sarebbe possibile solo tra questi due universi che si credono talmente opposti ma che riflettono invece lo stesso approccio, binario, “invecchiato, usato, stanco” della nostra società.
Come non vedere che nostra società sta in piena mutazione! E se fosse la loro morosità che proggetano su di noi? E se i cittadini andassero molto meglio dai loro rappresentanti?
In ogni cantuccio di questa casa degli Atridi, sembra che ci sia convinti che il popolo si ricongiunga alla fine, al momento del voto, all’una o all’altra nave in perdizione. Ma alzare la folla nel proprio paesino è una cosa: infiammare tutto un paese è tutt’altra! Eppure, richiamare dei nostalgici rinsecchiti alla contrizione è una cosa, ma pensare portare dietro a sé un popolo che sarebbe interamente annegato dal rimorso è illusorio. Sono veramente così numerosi quelli che pensano che, dalla sola volontà del proprio leader, tutto sarà trasformato sia i nostri problemi- economici, sia quelli della società, ecc- magicamente risolti, appena il loro campione arrivato al potere. E quali rimorsi può ben provare questa generazione ascendente che va pazzo per la cultura internet e dai blog, dai flash mob ludici, più mobili e meglio informata che mai, che non avevano ancora l’età di votare nel 2002?
Ci si afferma quindi che la nave sta affondando lentamente in un mare immobile. Ma cosa dire, allora, della marea profonda che scuota ogni giorno un po’ di più il mondo virtuale, della lama di fondo inafferrabile che gonfia dappertutto, della blogosfera alle reti sociali, che fanno gli usi i più vari e i più inventivi della mobilità, delle messaggerie instantanee, della spartizione dei documenti in seno alle comunità virtuali, e tralascio il meglio…
Depressivi, dicevate? Rattristiti di lassitudine, veramente? Ai limiti della rottura? Davvero? Se qui si tratta di un reso conto della situazione del mondo degli elefanti politici o dei padroni di stampa storici, che decidevano fin’ora ciò che dovevamo pensare o fare, allora è proprio possibile! Ma per il resto, certamento no! Basta considerare questa società civile di internauti attivi, evocati qui sopra, che testimonia senza tregua di quel mondo che ha veramente cambiato e che non basta più utilizzare vecchi trucchi di comunicazione groteschi per attirarsi i favori di un pubblico addormentato. Un bel esempio è quello scacco clamoroso dello spam politico o dell’acquisto d’ “ad-word” da qualche partito, che, facendo uso della “netichetta”, ha semplicemente trascurato l’intelligenza cittadina dei suoi destinatari.
Se l’antico mondo va male, effettivamente, non si può ignora che nel frattempo, per il meglio ma anche per il peggio (bisogna non nascondarlo), il mondo virtuale è arrivato…
Nel suo seno, i cittadini del mondo associativo, gli attori del terreno e ogni provveditore d’idee anonime che una volta alimentavano giornali e partiti politici della loro forza viva e gratuita, hanno finito per raggrupparsi in reti fluidi e incontrollabili. Quei spin dottori che si ignoravano ne hanno abbastanza di sostenere nell’ombra l’ascenzione di questi pochi uomini e donne che, una volta arrivati al potere, si trovano come per incantesimo colpiti da un’amnesia globale o selettiva.
D’ora in poi, noi altri, cittadini attivi e svegli, facciamo sapere urbi et orbi ciò che pensiamo, quale sono le nostre proposte e contro proposte, via i canali che sfuggono alle reti abituali. È forse il motivo per il quale ignorano apparentemente ancora fino a che punto trabocchiamo di idee, di creatività e di energia. Sappiamo e faciamo sapere ciò che vogliamo, e soprattutto ciò che non vogliamo.
Ecco perché i discorsi demagogici e vuoti, le promesse di castelli in spagna, le campagne elettorali senza progetti, non funzionano più!
Allora si, è vero, questo ideale che si mette in posto è ancora induggente, ma è vasto e potente. Non farà che amplificarsi.
E se il vecchio schema mentale ancora in vigore si arena in referenze al passato a nome di un ‘avvenire incerto, sappiamo, noi altri, che è nel presente che si trova la creatività.
Umanamente,
tatiana f.
dagli Umani Associati
Aux blogs, citoyens ! Traduzione: Anne R.
Copyright photo de Sacha Quester-Séméon : Colazione sull’erba (”Le déjeuner sur l’herbe”) de Édouard Manet, revu façon WiFiPicning (Natacha, Sacha et Tristan à Maussane-les-Alpilles).
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Une réponse à “Ai blog, cittadini !, Tatiana F.”
Magnifico, Brava Tatiana mi piace molto, e anche la rivisitazione artistica…bravi gli Humains
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